Il settore primario è
ancora quello trainante dell'economia siciliana, le maggiori coltivazioni
sono quelle di cereali, frumento e grano duro, già al tempo dei Romani per
questa caratteristica, era denominata il Granaio di Roma. Importante è
anche la coltivazione di oliveti, che permettono la produzione di olio di
grande qualità, a questi si affiancano anche gli alberi da frutto come i
Kaki, mandarini, aranci, limoni, pompelmi, kiwi,mango,banane e fichi
d'india. Fra gli ortaggi troviamo: pomodori pachino, legumi, pistacchi
(pregiati quelli di Bronte), e i carciofi che fanno della Sicilia il primo
produttore Europeo. Molti di questi prodotti sono entrati nelle liste
Protette, come decreto ministeriale, per salvaguardare il prodotto tipico
del territorio. Da non mettere in secondo piano è certamente la
coltivazione di vite, dalla quale si ricavano liquori di alta gradazione
alcolica, tali prodotti a partire dagli anni '90 hanno iniziato ad essere
commercializzati anche all'estero, tra i vini più noti D.O.C. troviamo:
Corvo di Salaparuta, Marsala, Moscato di Pantelleria, Malvasia di Lipari,
Nero d'Avola e lo Zibibbo. Un altro segmento parallelo alla coltivazione è
quella della floricoltura in serra, soprattutto di Orchidee, questo grazie
anche al clima caldo-umido, mentre troviamo delle piantagioni di cotone
nella piana di Gela. L'allevamento è presente in modo radicato,
soprattutto quello di ovini, caprini ed equini, mentre nell'ultimo periodo
si è andato espandendo quello dei bovini. Fino alla seconda metà dell’800
la Sicilia era anche una esportatrice della seta, grazie all’allevamento
del baco, rendendosi il primo produttore nel Mediterraneo, facendo quindi
grande concorrenza alla Cina, ma tale attività fu bloccata dal governo per
favorire l’indotto dell’industria manifatturiere del nord – est. La pesca
è estremamente importante per la Sicilia, e vede su tutto il territorio
costiero, grandi flotte pescherecce ormeggiate in tutti i porti, fra i
quali quelli più importante sono senz'altro quelli di Mazara del Vallo,
Licata, Sciacca, Pozzallo e Empedocle. Il prodotto del pescato è composto
da pesce spada, tonno, sardine e sgombri. Accanto alla pesca tradizionale,
soprattutto nelle zone di Trapani e Messina, è attiva la coltivazione di
pesce come: spigole, tonni, orate e anche ostriche.
Il settore estrattivo
vede in prima posizione i pozzi petroliferi sparsi nelle zone costiere
dell'isola Siciliana, i più importanti sono stati scoperti nella zone di
Ragusa e Gela, che soddisfano per il 90% la domanda interna italiana, a
questi si affiancano anche i pozzi di gas naturale. Sino all’unificazione
d’Italia, in Sicilia era molto fiorente l’estrazione di Zolfo, ma agli inizi
del ‘900 si dovette interrompere, in quanto i costi erano troppo elevati, e
lo stesso prodotto era importato dagli USA, dove lo si ricavava a costi
molti più bassi, con evidente rivendita a basso prezzo. Un altro materiale
che si estraeva in queste terre era l’Allume, tale attività fu bloccata dal
governo centrale Piemontese subito dopo l’unificazione d’Italia, a favore
delle cave francesi.
Il comparto industriale è
specializzato soprattutto nei settori: chimico petrolifero ed energetico, a
questi si aggiungono il settore auto, con lo stabilimento di Termini Imerese
e quello per componenti elettronici della STMicroelectonics a Catania.
Il settore terziario è
soprattutto impostato verso il turismo, il quale è il volano fondamentale
per l’economia di un paese, e la Sicilia è una fonte di attrazione
illimitata, in quanto sul suo territorio si trovano immense ricchezze
storico - culturali ed ambienti. Per arrivare a questo scopo furono
stanziati anche aiuti Europei, per migliorare le strutture ricettive
dell'isola, e realizzare le idee innovative degli imprenditori siciliani,
che credono nelle risorse della loro terra. Importate attrazione turistica
sono i siti archeologici di: Valle dei Templi, Selinunte, Morgantina ecc..,
a questo si devono aggiungere le riserve naturali e marine. La città
siciliana che registra maggiori presenze è Messina, ma quasi tutto il
territorio è meta di turismo, anche le aree interne. L’UNESCO ha sentenziato
patrimonio dell’umanità molte opere presenti nell’isola:
_ Villa del Casale di
Piazza Armerina
_ Valle dei Templi di
Agrigento
_ Le Isole Eolie
_ I comuni di Caltagironi,
Militello in Val di Catania, Catania, Modica; Ragusa, Scicli, Palazzo
Acreide e Noto.
_ Il centro storico di
Siracusa
_ La Necropoli di
Pantelleria
Grande importanza nella
sponsorizzazione della Sicilia sul fronte turistico, proviene senza dubbio
anche dalle sue coste, che sempre più si stanno ripulendo, al fine di
ottenere le tanto ambite bandiere blu, che vengono assegnate sia da lega
ambiente che dall'Unione Europea. L'assegnazione di queste bandiere deriva
non solo dalle acque cristalline che circondano l'isola, ma anche
dall'insieme dei servizi che una determinata area riesce ad offrire al
turista. Fra tutte si innalza l'isola di Ustica, seguita subito a ruota da
Lipari e Pantelleria, ma anche le spiagge di Noto e Capo Passero non sono da
meno. Alcune località invece sono preferite per le loro bellezze naturali,
dove la mano dell'uomo sembra non essere passata, è il caso delle piccole
isole: Alicudi, Linosa, Marettimo e Filicudi. Il turismo costiero offre
anche varie possibilità di scelta fra immersioni e sport acquatici come il
surf, vela, sci nautico e canoa. Negli ultimi anni si è sviluppata anche una
nuova forma di turismo, quello termale agglomerato ai centri benessere che
oltre a curare le patologie, svolgono anche la funzione di terapie del
corpo. Un esempio di queste tecniche può essere quella utilizzata ad
Arcireale, dove si sfruttano le proprietà organolettiche della cenere
vulcanica sciolta nelle acque sulfuree. A questo si affianca alla cultura
del mangiare e bere cose genuine, questo ha visto la nascita di molte
aziende agrituristiche e vinicole, che sono state realizzate all'interno di
antichi cascinali e masserie. L'avventura sta scoprendo nuovi Indiana Johns
tanto che la pesca – turismo è molto gettonata, in quanto fa rivivere le
esperienze dei pescatori dalla preparazione in porto, sino al momento
cruciale della pesca in alto mare.
I trasporti su rotaia
risalgono agli inizi del secolo scorso, e sono composti da un unico binario,
in tutti questi anni non sono mai stati potenziati, mentre le tratte a
doppio binario sono solamente: Messina – Palermo, Messina – Catania –
Siracusa. Attualmente sono in corso alcuni lavori per ammodernare tali
strutture, ma gli stanziamenti fatti non sono sufficienti.
Il settore aeroportuale
della Sicilia è uno tra i più all’avanguardia dell’Italia, questo dovuto
principalmente al fatto che lo spostamento tramite aereo è molto più veloce
rispetto a quello su strada, soprattutto in quanto la Sicilia è un’isola, e
la sua distanza dai capoluoghi del nord, rende l’aereo il mezzo più veloce
per raggiungere tali destinazioni commerciali e finanziarie. Tale mezzo è
anche utilizzato principalmente dai turisti, flusso importantissimo per
l’economia dell’isola. Il servizio aereo è smistato attraverso due aeroporti
internazioni, quello di Catania (Vincenzo Bellini) e quello di Palermo
(Falcone e Borsellino), a questi si affiancano altri tre aeroporti di linea
quali quello di Trapani, Lampedusa e Pantelleria. In oltre ad Enna è attivo
un idroscalo per i mezzi aereo anfibi.
Nell’ambito portuale i
maggiori centri si trovano a Catania,Palermo, Messina, Trapani, Gela e
Augusta. Il porto di Catania, per le sue origini naturali, è il più grande
porto commerciale e militare, dove si trova da sempre l’arsenale. A seguire
troviamo quello di Palermo, importantissimo non solo come scalo turistico e
croceristico ma soprattutto commerciale, esso è uno fra i primi porti del
Mediterraneo.
Un'impresa non da poco
sarà la realizzazione del Ponte sullo stresso di Messina, che metterà in
collegamento la terra ferma (costa calabrese) con l'isola di Sicilia. Questa
costruzione di ingegneria, approvata nuovamente con lo stanziamento dei
fondi dal governo Berlusconi III nel 2008, sarà unica al mondo, il progetto
prevede la costruzione di un ponte lungo 3.300 metri, che sarà sorretto da
un'unica campata. Questa opera servirà per incentivare lo spostamento delle
persone che dalla penisola vogliono raggiungere l'isola e viceversa, senza
alcun impedimento da parte delle condizioni atmosferiche o dei trasporti
marittimi, che attualmente consentono il passaggio sia degli autoveicoli che
dei treni da una costa all'altra. L'unico problema da risolvere sarà quello
geologico, in quanto non si comprende come il ponte non possa subire, nel
corso del tempo, eventuali scostamenti strutturali, dovuti allo spostamento
delle due placche continentali, quella Europea, sulla quale si trova la
regione Calabria e quella Africana sulla quale si trova la Sicilia. Quest'ultima
tende a spingere contro quella Europea, andando a scivolare al disotto della
faglia di contrasto, causando quindi uno spostamento dell'isola siciliana
verso la placca Europea. Il trasporto su gomma (stradale) è quello meglio
strutturato, infatti assorbe da solo l'80% dei trasporti di persone e merci.
La regione Sicilia è quella che ha sul suo suolo la maggior quantità di
strade, alle quali si aggiungono i 600 Km di autostrade.